Idea clown, nouveau clown
Clown. E subito si pensa al pagliaccio del circo, ma non è solo questo. Secondo il grande Jango Edwards esiste il nouveau clown, che è il clown che non porta più il naso rosso, gli abiti larghi,...
Zen e Zazen “La respirazione Zen non è paragonabile a quella Yoga, che tende a raggiungere effetti psicofisici superiori. Secondo lo Zen, una respirazione corretta, dal ritmo lento, possente, naturale, rende...
il più bel gatto del mondo!
Il mio!
Chiunque conviva con un gatto sa bene di cosa parlo.
Matisse, l'aristogatto! E' lui la più bella creatura, che sa farsi conquistare giorno dopo giorno. Per la quale niente è già...
Le ballerine di Central Station!
Le ballerine di Central Station sono tutte belle e brave. Ognuna con una storia.
Nella foto sopra sono insieme a Elena Minguzzi (anche nel video sotto), viso angelico e grande atleta del corpo di ballo.
Gia´...
Gl’idoli son morti negl’80, nel 90 la televisione ha messo il collarino alla maggioranza e la comicità di moda, Zelig (figlia di Drive In culi e tette e multinazionali marchi del cazzo) con tutti i suoi derivati hanno fatto virare molti talenti comici sensibili verso surrealismo e Commedia dell’Arte.
Io, Zanni, improvviso scenari cielo inferno cannottino chinotto cappotto agganciandoti per strada col mio sosia in cui ti sovvien la mamma, sfinendoti con rappresentazioni più o meno velate dei peggiori impulsi arcani con cui non hai ancora fatto i conti…
Quale sarà l’avvenire di un’illusione si chiedeva l’amico Freud tanti anni or sono.
E noi la domanda la lasciamo così: aperta. Perchè solo aprire consente una crescita.
Dunque:
SOCIETA’, RELIGIONE, POLITICA, SOLDI E STATUTI sono tutta un’illusione.
Un’illusione è una distorsione di una percezione sensoriale, causata dal modo in cui il cervello normalmente organizza ed interpreta le stesse. Le illusioni possono coinvolgere i vari sensi, ma quelle visive sono le più famose e conosciute, dal momento che la vista spesso prevarica sugli altri sensi. (wikipedia).
La pratica dell’Arte ci salva. Ci può salvare.
Nel mio caso la pittura e l’arte comica.
Ma è importante prendere l’abitudine di fermare tutto e fare silenzio!
Il pollicione, questo semplice clown prop. Da acquistare!
M’impratichisco usandolo come intercalare per mantenere alta l’attenzione durante lo spettacolo.
Improvvisamente urlo a tutto volume guardandomi la mano. Lo spettatore si allerta e fissa il mio oggetto d’attenzione prorompendo in una risata per colmare lo scarto d’energia disattesa nel vedere la grossa banalità.
Poi lo stesso lo uso anche per cose tipo far finta d’essermi fatto male dopo aver chiuso una porta o una valigia…
Perché per far ridere oltre alla legge del tre, di cui parleró più avanti c’è anche quella del Black&White come me la spiegava il micidiale clown Jango Edwards: chiarezza e pulizia sul palco.
Ma io sono sporco, non sento di aver bisogno di pulizia sul palco. Io voglio confondermi con il pubblico e portare solo cose vere. Uso poco, pochisso la finzione…
Quanto mi diverto a frustare le palle della gente sconosciuta con il mio frustino sadomaso professionale comprato al sexy shop alla modica cifra di 80€.
Meglio se i malcapitati sono eleganti, meglio ancora se alle cene dei Lions o del Rotari Club. Non se lo aspettano. Prova ad immaginare uno sconosciuto che con nonchalance tira fuori da una giacca doppio spigato inglese un frustino di pelle e ti frusta i coglioni accompagnando il gesto con le parole: “buon divertimento!”.
Perlomeno questo sconosciuto te li frusta in maniera pulita, senza tanti rigiri o doppi sensi, ti frusta semplicemente le palle senza troppi complimenti e tu sai in maniera inequivocabile di essere un frust(r)ato. Che bellezza!
Gli attrezzi del clown, cosidetti props, di cui abbiamo già detto altrove in questo blog, sono vere e proprie estensioni corporee del sacerdote della risata, per questo possono venir coniderati utensili sacri, intoccabili.
Lo ripeto: il clown usa e stra-usa solo determinati oggetti che assomigliano a giocattoli ma che sono tutt’altro: sono sacrosanti, hanno relazione con la divinità e le istituzioni comprendendole a 360 gradi fino a strafottersene!
Non possono essere prestati, respirano insieme al comico e acquisiscono le stesse cellule per osmosi.
Come non potevano essere toccati gli utensili del sacerdote nel Santissimo del Tempio, allo stesso modo non possono esserlo questi oggetti misteriosi. E qui la parola “non” la dice lunga sulla conoscenza negata perché lontana dall’esperienza della strada che solo un curdo può condividere.
Non è per fare l’integralista ma i miei oggetti clown, quei pochi che porto sempre addosso, sudano, danzano e parlano con e di me, dunque io te li posso spiegare ma non te li presto: li poseresti tra strati di polvere prima ancora di cambiarti le mutande.
Ricordo quando me ne parlava Carlo Colombaioni di questi props.
Carlo, grande Clown di tradizione secolare venuto a mancare di recente. Mi parlava di quando lui e i suoi fratelli (clown anch’essi) perdevano questi utensili durante gli spettacoli. Venivano puniti in qualche modo. Per esempio potevano saltare qualche spettacolo o chiamati a far lavori pesanti…
Altro aspetto da non dimenticare è che il primo vero sacro giocattolo siamo noi, e giocare, insieme al far ridere, è una cosa seria. Qualcosa che ha le sue regole come per esempio può averle un qualsiasi gioco da tavolo.
Ma sono regole che non s’imparano. Te le devi costruire dentro con grande amore sensibile. Il tutto come nella missione del mito, che attraversa le più alte montagne, mari, problemi e impossibilita di ogni genere che alla fine ti fanno dire che i limiti non devono essere limitanti e che il diverso, anche quello che fa più paura, può essere seppellito con una risata…
Downschifting!
Scala la marcia!
Dove vai, dove devi andare?
Sempre di fretta, sei preso dalle aspettative e intanto non ti accorgi che la vita è qui e ora!
Ho letto un libro a proposito, scritto da un ex manager rampante. Un giorno si accorge di qualcosa. Che non riesce più a fermarsi, a scalare marcia, a vivere se stesso con tranquillità. Imprigionato dai mille impegni che la metropoli impone. Imprigionato dall’immagine che gli altri hanno di lui, immagine che deve essere successo, efficenza e iperattività. Ma la vita intanto passa e sfuggono le cose semplici come lo stare insieme ad un amico o solo trovare il tempo per scrivergli qualcosa di più che non il solito “poi organizziamo una cena” che non arriva mai, raccogliere un fiore per strada, permettersi di stare a letto la mattina senza dover per forza correre ad incodarsi tra file di lamiere incandescenti su tangenziali di alienazione.
La palestra figa con i migliori culi e tette al silicone che ritrovi la sera all’aperitivo dove l’alcool ti consente di vomitare sogni repressi fatti di mari, pace e campagna, il tutto come una carota per il ciuco che non si arriva mai a prendere.
La macchina più bella, l’appartamentino vicino al centro, il ristorante più in e i posti dove sfilare in passerella sfoggiando chissà quale moda alternativa, quale torpore imbiancato e portato a lucido imbellettato di nastri cravatte accessori e tutto un ingranaggio sociale (che altro non è che prigione), il più possibile lontani dalla verità del senso di colpa e dalla vergogna indicibile che andrebbe elaborata attraverso strade di fare artistico.
Oggi il vero lusso è potersi permettere “tempo libero”. Libero da sogni, piaceri, aspettativa, insomma libero dal pensare. Perché questa società ti porta soprattutto a pensare prima ancora di fare. Pensare per confrontarsi, confortarsi, scoglionarsi evitando le marce basse, il silenzio e la pace totale.
La morte è insopportabile per chi non riesce a vivere ed occorre morire per poter rinascere…
I principi del Dalai Lama sono condivisibili dai CLOWN… anzi direi qualcosina di più…
Soprattutto il principio 5!
Il 10 implica un grande senso mimico e con il giusto tempo comico è micidiale!
La 8 è una religione assoluta, soprattutto importante scrivere scrivere scrivere!
Eccoli sti principi:
1 Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.
2 Quando perdi, non perdere la lezione.
3 Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.
4 Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.
5 Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.
6 Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.
7 Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.
8 Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.
9 Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.
10 Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.
11 Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.
12 Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.
13 Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.
14 Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.
15 Sii gentile con la Terra.
16 Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.
17 Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.
18 Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.
1.baciarsi come fanno gli eschimesi; 2. “scaccolarsi“; 3. infilarsi flebo; 4. sniffare droga finta nonché inalatori spray farmaci; 5. appenderci mocci finti (o veri) dopo aver starnutito; 6.arricciarlo in vari modi; 7. infilarlo in una foto; 8. infilarsi un fazzoletto di seta nell’orecchio e farlo uscire dal naso con l’FP (per chi lo conosce); 9. un mio amico clown riesce ad infilarsi un profilattico su per il naso e farlo uscire dalla bocca (vi assicuro veramente disgustoso); 10. tenere in equilibrio una piuma o pallina di ping pong o un palloncino per sculture precedentemente fissato con lo scotch e poi scoprirne il trucco.
Quanto sia importante avere un gatto come maestro Dio solo sa!
1. Il gatto insegna a stare in meditazione per ore. 2. A godere di cose semplici. 3. A non vergognarsi di piangere. 4. A giocare con poco. 5. A stirarsi o far di pilates più che si può. 6. A sentire ciò che ci sta intorno. 7. A difendersi con tutto e se stessi e a lottare per i propri diritti.
Il “mio” gatto Matisse m’insegna ogni giorno qualcosa di speciale…
Il naso rosso del clown, secondo il clown Leo Bassi, ha origine dal naso dell’ubriacone. Tantissimi anni fa non esistevano farmaci o sostanze stupefacenti e spesso ci si riparava nell’alcool per “proteggersi” anche dal freddo. L’effetto sul soma in questione è un possibile arrossamento.
Il naso è anche simbolo di accortezza: “avere naso” viene detto riguardo al fiutare le situazioni o i pericoli. Viene inoltre associato al membro maschile nelle teorie psicologiche. Molte persone soffrono di congestioni nasali per il loro carattere tendenzialmente ansiogeno. Somatizzano le loro angosce e preoccupazioni proprio li.
Gli animali usano il naso in maniera complessa. Gli odori dei territori, delle persone, della temperatura e dei cambiamenti climatici, la vita amorosa e molto molto altro ancora passa da li…
Quante cose potrei scrivere sul naso, sui brufoli di varia natura che vi si formano, sui peli che vi si affacciano, sulle differenti secrezioni che ne fuoriescono, sui modi mimici in cui lo uso per far ridere, sulle centinaia di foto di operazioni chirurgo plastiche per migliorarne l’estetica e soprattutto di tutti i nasi rossi di diversa forma, colore e qualità di colleghi pagliacci che ho incontrato sul mio cammino.
Quello che più conta è che il naso rosso non ha paura d’esistere. Bisogna ESSERE attori (con tutto il lavoro che ciò comporta) per portarlo con disinvoltura.
Io lo indosso spesso per distinguermi nelle situazioni in cui vengo chiamato a far ridere, un pó come se mi dichiarassi pagliaccio, in questo modo creo anche aspettativa. Esiste anche la scuola del clown clandestino che “monta” una situazione comica lentamente senza mai svelare la propria natura di clown.