Grazie di esistere ma non dovevate disturbarvi

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Cagami con altre parole

Posted on : 22-01-2012 | By : arny | In : astratto, zen

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Dieta arcana con l’arpa che suona un vecchio andagio di Chopin. Frizzante crusca e già avrei detto tutto se non fosse per il sole che dovrebbe intervenire più di quanto si creda, a sintetizzare le sostanze e i quanti di Rubbia.

Ora, io conosco il girasole. Mangio i suoi semi, talvolta tritati, ma ballo vestito da aborigeno alle feste di Comunione Liberazione dove mi proclamo prossimo presidente alla giuria del racconto parallelo.

La porta non si chiude bene e il gatto ne approfitta per scappare per la luna.

Sento energia che si muove quando rifletto sulla vita dopo la morte. Qui vengono a mancare i cari ma il cinema li rialza trasfigurati in storie da seguire e da guardare vivere distaccati. Si può morire e resuscitare mille volta sopra il palco del teatro.
La scatola nera è nascosta nella tana del lupo e bisogna prendersi il treno per una vacanza in Serbia.
Accontenta la zia che poi te la ritrovi quando asciughi i piatti del Vasari.
Sostanze secrete all’improvviso dal corpo a ricordare un altra vita oltre il razionale.
Con le foglie di radicchio che mi spettinano la flora dentale, il cambio automatico del piscialetto, malva e aceto di mele per ridare dignità alla quercia dorata. Attenzione ai nuovi dei. Vivo come una palma dentro il tuo vento. Inafferrabile, inenarrabile, inapellabile, carta straccia di cose fisse, uno alla grande manna e uno per ogni tempo.
Prendi il mio delirio e fallo tuo: mangialo con gli occhi, digeriscilo e cagalo con altre parole. Ciao.

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Pune e Pub

Posted on : 18-01-2012 | By : arny | In : astratto

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Cinquantamila pecore, in fila per tre, col resto di Pune, in India.
Allora, cominciamo ad andare per gradi. La nocciolina surreale traviata per strada meno che mai il vespro della vita intonso d’aceto alla mela.
I peli disordinati e radiati dalla setta, continuano a muovere bulbi sottopelle nella serra innaffiata a gradi alterni.
La zia, riconosciuta dal nipote polinesiano, viene evitata per tabù e s’infila sotto la macchina da cucito fissando l’asciugamano per terra, davanti alla doccia. Bene, allora che si fa? Che decisione prendere? Solo la meditazione porta il coniglio che ti serve, insieme alle carote e ai carciofini crudi. Guardando al passato e all’esotico. Guardando alla passata di verdure e all’esofago. Guardando alla traviata e ai semi schiacciati.

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Come Marcel, come monaci

Posted on : 06-01-2012 | By : arny | In : astratto

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Sulla frontline arrivano gl’impulsi, le idee finalmente. Giorni aspettando e cazzeggiando, rigorosi nella dieta e quasi asceti: come monaci. Giusto sesso e qualche film buono da guardare a giorni alterni.
Mangio carote arancioni nell’anno della fine del mondo. Ma quello che conta per me è vedere come riesco a creare cose che mi fanno star bene solo quando meno te lo aspetti e solo dopo giorni senza far (apparente) nulla.
Scaffalare per rivestire parzialmente la parete del mio ambiente-giardino: balla balla ballerino, prendi il cielo con le mani, vola in alto più degli aereoplani. Non pensare!
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Lontano dall’utilitario, saluto il sole in 3 momenti della giornata, tutti i giorni.

Come Marcel Proust, magari! Dettagli minuscoli da elaborare. Lontano il più possibile dal razionale delirio odierno. Nel silenzio. Magari come lui, Marcel! Magari! Ma qui il rumore è forte e a volte assordante.

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Salutare Lamezia

Posted on : 01-01-2012 | By : arny | In : astratto

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Non salutare Lamezia con i Tuoi soliti baffi. Ci sono parrucchieri calabresi finto cool nella Svizzera tedesca a colorarli come vuoi. Altrimenti te li strappi a mano uno ad uno e ce ne incolli sopra un paio finti di qualche carnevale fa. Potresti chiederne uno allo scemo di tuo zio. Quello che si è sparato ad una mano durante una battuta di caccia e che gongola come un fucsia disperato in una landa di colori sottobosco spenti.

Non chiedermi quanto costa. Piuttosto chiedimi quanto costa se non lo paghi. Abituato come sei al maternalismo venale dove la mamma o surrogato tale, é sempre li pronta a svoltar il sudario per te, troppo incorniciato dai bar dei fratellini nei led colorati verdi padani.

Regola numero 24, non offenderti se entrando nelle scorie di un peto di mangiatore di carcasse di maiali, non sai ch’essi sono più intelligenti del cornuto del tuo cane.

Allerta il flert, attiva il sert e sfanculati il verb se questo parlare pseudo dada da cabaret Voltaire non incontra i gusti del tuo fine palato di professore d’accademia della figa fritta.

Vesserò chi d’inverno osasse anche solo, munito del manico d’una sabbiatrice d’Olga alpina, languinare spento l’accesso del pus d’un barattolo di ketchup svuotato per costruire uno scherzo di carnevale.
E con questo mi pare d’aver detto tutto. Mi pare d’essere me. Mi pare. Buonanotte e tante belle cose calde.

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Lamezia è ancora la, persa nel suo cielo plumbeo che mi accompagna ogni tanto soprattutto quando l’ospedale non risponde alle mie invettive contro la grande civiltà umana.

Il pony se la cavava bene anche se nell’altra vita era stato chissà chi. Nietzche l’aveva riconosciuto ma l’avevano preso per come prendono me adesso.

Devo amarti insieme all’anatra. Non ho più voglia di fare la guerra sotto la pece. Mi porti sopra la nuvola del tuo videogioco preferito e all’improvviso mi sovviene il qui e adesso senza ricordo e aspettativa. Che non sia l’eterno?
Se vivessimo dentro, sopra, sotto, di lato, all’alba, al tramonto come in un quadro cubista, impastati con ciò che ci riguarda da vicino, tesseremo l’eterno e l’impalpabile? O piuttosto ci accontenteremo della sabbia zuccherata e colorata?

Rispondimi se hai la faccia tosta per farlo.
Dapprima dovrai cliccare sul titolo di questo post. Successivamente cliccare più sotto, non mi ricordo bene dove…
La procedura può non essere semplice ma adottare una gallina è meglio: richiede pochissimo spazio e la manutenzione si fa una volta alla settimana.

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Rosa di schifo

Posted on : 30-12-2011 | By : arny | In : Miniclown, astratto, chi è me?, cibo

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Clown balla l’occhio e strizza la bocca e scrive poesia nei movimenti, mentre i capelli, anche quello nato dal bulbo in verso contrario, esordisce con un fluttuare funzionale alla storia che affrontiamo ricca di sorprese.

Sappiamo sorprenderci esaltati e scossi come un frustino scelto tra mille in un porno shop berlinese inscenato sul palco di un teatro occupato a Roma.

Il consumismo non ci avrà. Noi ricicliamo e ancora arricchendoci d’amicizia sviolinata dufour nevrastenia barbie basiti e caramelloni morbidi rosa di schifo.

Gli animali sono nostri Fratelli e ci insegnano la delicatezza e il rispetto che avevamo nel paradiso dell’Eden in passeggiata a Viareggio.
Non mangiamo i nostri fratelli e nemmeno quello che proviene dal freddo e atroce industriale sfruttamento.
Sfrutteremo anzi i coglioni in qualche filmino di vacanZe di natale da non vedere.

Piove e ci laviamo.
Una mela o due dopo tre giorni di digiuno purificatore e riparatore.
Fuoco e ci spezziamo dividendi per farci in quattro ad aiutare la Palestina.
Mangiamo spesso datteri israeliani solo perché sono i migliori.
Creiamo prodotti naturali per pulire in casa e salutiamo la nonna fascista che passa con la stampella qualche isolato più in là.

Tutto va alla volta dell’uno e noi a chiederci dove siamo. A che punto siamo come chiese Dio ad Abramo. Cabala che libera tutti e 1, 2, 3 stella col mattino che saluta il sole con scazzo e mazzo.

Scegli una carta. Grazie. Ciao.

Attento all’oca!!!

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Giallo che stacca

Posted on : 23-09-2011 | By : arny | In : astratto

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Non esiste scarpa che una volta deumidificata, gratti attaccandosi all’asma della stanchezza. Il tappeto ci guarda quantomeno giallo ed è pronto a venirci incontro, con la sua plomb da colore che stacca sui freddi. Studio bussolotti e palline di spugna gialle, guardando al futuro.

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Grattare polvere di vita

Posted on : 03-09-2011 | By : arny | In : astratto

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Grattare polvere d’argento vivo, sopra binari d’un treno che sopraggiunga all’improvviso. Urlare e spostarsi senza viaggiare, tra manichini senza gambe e lecitina di soia. Faccio da solo.

Ottengo un permesso speciale per involvere la stazione dell’ingegneria sociale fino ad aprire il fico maturo.

E’ bello vivere senza cadaveri di animali accumulati nell’intestino. L’aggressivo svanisce per far posto al riflesso interiore. Smetteremo di passare indifferenti e ci accorgeremo che tutte le specie sono io. Vita senza preparazione alla vita.

Raccogliere polvere dalle opere d’arte, opere frutto di ricerca e silenzio. Polvere che riempie vasetti di tessuto poliuretano espanso per scolpire l’immenso.

Che cosa c’entra l’amante del sindaco in questo astratto?

(”aggrappata al pene del sindaco” 2011, olio su tela 25*35)

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