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Dieta arcana con l’arpa che suona un vecchio andagio di Chopin. Frizzante crusca e già avrei detto tutto se non fosse per il sole che dovrebbe intervenire più di quanto si creda, a sintetizzare le sostanze e i quanti di Rubbia.
Ora, io conosco il girasole. Mangio i suoi semi, talvolta tritati, ma ballo vestito da aborigeno alle feste di Comunione Liberazione dove mi proclamo prossimo presidente alla giuria del racconto parallelo.
La porta non si chiude bene e il gatto ne approfitta per scappare per la luna.
Sento energia che si muove quando rifletto sulla vita dopo la morte. Qui vengono a mancare i cari ma il cinema li rialza trasfigurati in storie da seguire e da guardare vivere distaccati. Si può morire e resuscitare mille volta sopra il palco del teatro.
La scatola nera è nascosta nella tana del lupo e bisogna prendersi il treno per una vacanza in Serbia.
Accontenta la zia che poi te la ritrovi quando asciughi i piatti del Vasari.
Sostanze secrete all’improvviso dal corpo a ricordare un altra vita oltre il razionale.
Con le foglie di radicchio che mi spettinano la flora dentale, il cambio automatico del piscialetto, malva e aceto di mele per ridare dignità alla quercia dorata. Attenzione ai nuovi dei. Vivo come una palma dentro il tuo vento. Inafferrabile, inenarrabile, inapellabile, carta straccia di cose fisse, uno alla grande manna e uno per ogni tempo.
Prendi il mio delirio e fallo tuo: mangialo con gli occhi, digeriscilo e cagalo con altre parole. Ciao.


























